SETTORE
Auto storiche
ANNO
2025
DIMENSIONE
Associazione nazionale
IL CONTESTO
Nel contesto delle politiche europee di decarbonizzazione, il settore automotive è sempre più valutato attraverso la Life Cycle Assessment (LCA). Tuttavia, gli attuali protocolli, pensati per i veicoli moderni e basati sul chilometro percorso, non riescono a rappresentare in modo corretto la realtà dei veicoli storici, caratterizzati da un uso limitato, da un forte valore culturale e da una funzione diversa dal trasporto quotidiano.
Per il cliente questa è stata un’opportunità strategica per definire un modello di valutazione realmente rappresentativo, capace di integrare impatti ambientali e valore sociale del patrimonio motoristico storico.
Da qui nasce la volontà di intraprendere un percorso strutturato che includesse:
- l’analisi dello stato dell’arte normativo e scientifico,
- una simulazione LCA comparativa tra veicoli storici e moderni,
- l’estensione dell’analisi agli aspetti socioeconomici, coinvolgendo direttamente stakeholder del settore.
Si è quindi dovuto affrontare approccio innovativo che permettesse di affermare, con basi scientifiche, la reale sostenibilità nel lungo periodo dei veicoli storici e il ruolo che essi possono continuare a svolgere nella mobilità, nella cultura e nella società.
LA SFIDA
Le maggiori difficoltà erano date dalla mancanza di dati specifici sulla sostenibilità dei veicoli storici e di metodologie di calcolo adatte a tale settore. Le attuali analisi ambientali erano infatti concepite per veicoli moderni, non riuscendo a rappresentare le peculiarità dei veicoli storici, che hanno un impatto ambientale minimo ma difficilmente comparabile con i veicoli contemporanei.
Dal punto di vista normativo, l’approccio tradizionale di valutazione LCA non si adattava ai veicoli storici, i quali, pur essendo culturalmente e storicamente rilevanti, avevano fasi del ciclo di vita differenti, come la bassa percorrenza annua nella fase d’uso e l’esclusione dalla fase di produzione, che rendevano necessarie modifiche nel framework di analisi.
Un’altra difficoltà rilevante è stata la comprensione dei dati: le informazioni relative ai flussi di materiali, al ciclo di vita dei prodotti e agli impatti ambientali richiedevano una gestione complessa e una corretta interpretazione. La disponibilità di dati, spesso non omogenei o completi, ha reso il processo ancora più sfidante.
Infine, la complessità nell’analizzare i vari flussi di materiali è stata una delle sfide più grandi. Ogni componente del prodotto, dai materiali utilizzati per la fabbricazione dei corpi illuminanti fino agli impatti derivanti dall’uso e dalla fine vita, comportava un’analisi approfondita per quantificare correttamente gli impatti ambientali. La molteplicità delle variabili ha richiesto un approccio meticoloso per garantire che l’analisi fosse il più completa e precisa possibile.
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